La Valledora arriva in Senato con una memoria scritta

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Dopo l’interessamento della Commissione Europea, ora anche in Senato si parla di Valledora. La Commissione Territorio, Ambiente e beni ambientali del Senato ha chiesto ad alcuni esperti, fra cui il primario di Oncologia dell’ospedale di Casale Roberta Buosi e il biologo specialista in Statistica medica Christian Salerno, una memoria scritta. 

É dagli anni Novanta che si parla del problema ambientale legato alla Valledora, quando aprì l’impianto di rifiuti di Alice Castello. Nell’arco di poco tempo ne entrarono in funzione altri a cavallo tra Biellese e Vercellese, interessando Cavaglià, Alice Castello, Tronzano, Santhià.

Il movimento ambientalista negli anni però è cresciuto. Ha presentato un ricorso vincente al Tar per l’ampliamento dell’impianto di Cavaglià, portando avanti anche una battaglia in Regione per fermare l’aumento di discariche. 

Determinante poi la presa di posizione del sindaco di Tronzano Andrea Chemello che era arrivato a parlare di Valledora nel 2018 davanti alla Commissione Europea settore ambientale, tanto da ottenere una ispezione dell’area. 

La delegazione guidata da Beatriz Becerra, con la partecipazione degli eurodeputati Peter Jahr e Ana Miranda e di alcuni europarlamentari italiani, aveva visitato il territorio della Valledora con i suoi 4 milioni di metri cubi di rifiuti accatastati in diverse discariche, oltre alle numerose cave presenti in zona. Lo scorso anno Chemello si era rivolto anche al ministro chiedendo l’applicazione di un normativa europea (già esistente) e di regole capaci di tutelare dal percolato delle discariche il bene più prezioso: l’acqua. “Basterebbe una circolare per chiedere l’applicazione di una norma europea capace di bloccare sul nascere le trasformazioni di cave in discariche”, aveva spiegato. I due studiosi confermano che “molte di queste cave risultano essere a pochi metri dalla falda con conseguente rischio di contaminazione”.

Fonte: La Stampa di Vercelli 9/06/2020