Dagli studi universitari alle vendemmie, il vino in Piemonte parla al femminile

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Storicamente l’industria del vino è stata giustamente o erroneamente considerata una prerogativa maschile. Una convinzione che sta iniziando a cambiare, con le distanze che si accorciano. La produzione del vino è ormai lontana dal solo duro lavoro di cantiniere, oggi in cantina si coniugano ricerca, scienza e arte. E perché, quindi, non avere un’anima femminile? Secondo i dati dell’Assoenologi, l’associazione di categoria che conta sia enologi che enotecnici, la percentuale di donne iscritte è dell’11% sul totale: numeri confortanti rispetto agli anni ’70! Un dato confermato anche da Daniela Pesce, enologo e direttore della Cantina sociale di Maranzana, prima donna a essere eletta presidente di Assoenologi Piemonte, una delle sezioni più numerose.

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