Progetto Violin: la qualità di un olio si riconosce dalla sua impronta digitale

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La qualità di un olio si può conoscere dalla sua “impronta digitale”. È uno degli obiettivi del progetto interuniversitario Violin, “Valorizzazione dei prodotti italiani derivanti dall’olio d’oliva attraverso tecniche analitiche innovative”, che studia le caratteristiche degli oli DOP italiani. Capofila del progetto l’Università di Messina insieme oltre che all’Università di Torino, agli atenei di Roma, Bologna, Trento, Genova, Bari, Verona, della Tuscia e del Sannio. La professoressa Chiara Cordero, docente di Chimica degli alimenti nel Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco di Unito, coordina una parte delle attività del progetto, quella che riguarda le nuove metodologie di analisi per valutare la qualità dell’olio. Il 22 settembre esporrà nel webinar “Progetto Violin: la flavour symphony dell’olio extra vergine di oliva italiano” i primi risultati raggiunti dal progetto, insieme ai ricercatori degli altri atenei che vi aderiscono.

L’articolo completo su www.unitonews.it